Nel 2026 le imprese italiane hanno a disposizione due strumenti pubblici che toccano da vicino gli investimenti in tecnologia: il Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il nuovo iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio. Vengono spesso citati insieme, ma rispondono a logiche diverse. Capire la differenza è il primo passo per non perdere un'opportunità o, peggio, per non costruire un progetto su un'agevolazione che non si applica.
In questa guida li mettiamo a confronto e, soprattutto, li portiamo a terra con sei casi concreti costruiti su progetti reali, con i numeri: perché la domanda che ogni imprenditore fa è sempre la stessa, “per me quanto vale?”.
Il Voucher MIMIT: un contributo a fondo perduto per cloud e sicurezza
Il voucher mette a disposizione 150 milioni di euro per PMI e lavoratori autonomi. Copre il 50% delle spese ammissibili sotto forma di contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario, con un piano di spesa minimo di 4.000 euro. Una quota di 71 milioni è riservata alle imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Le spese ammissibili coprono l'intero perimetro della sicurezza e del cloud: hardware come firewall di nuova generazione e sistemi di prevenzione delle intrusioni; software di protezione, monitoraggio, crittografia, SIEM e gestione delle vulnerabilità; servizi cloud infrastrutturali come virtual machine, storage, backup e connettività sicura; applicazioni SaaS come ERP, CRM, suite di produttività con funzioni di intelligenza artificiale, centralino virtuale e collaborazione; infine i servizi di configurazione, monitoraggio e supporto, ammessi fino al 30% del piano.
Un aspetto poco noto ma decisivo: il voucher finanzia anche gli abbonamenti, purché di durata almeno biennale, riconoscendo i canoni dei primi 24 mesi. Questo lo rende adatto ai servizi gestiti, dove il valore sta nella continuità e non nel possesso.
La condizione è che la soluzione sia nuova o sostanzialmente più avanzata rispetto a quella in uso: il semplice rinnovo, l'aggiornamento di versione senza nuove funzioni o l'aumento di licenze non rientrano. E i fornitori devono essere iscritti nell'elenco degli accreditati dal Ministero. OTS è tra questi: le aziende possono selezionarla direttamente nel portale.
L'iperammortamento: una leva fiscale per i beni 4.0
L'iperammortamento è tornato con la Legge di Bilancio 2026 e sostituisce i crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0. Non è un contributo: è una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali nuovi, che consente di dedurre quote di ammortamento più alte e quindi di ridurre le imposte sui redditi negli anni. La maggiorazione è del 180% fino a 2,5 milioni di investimento, del 100% fino a 10 milioni e del 50% fino a 20 milioni, con aliquote ulteriori per i beni che riducono i consumi energetici. Si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Vale per tutte le imprese, senza limiti dimensionali, ma con requisiti precisi: il bene deve essere nuovo, capitalizzato a bilancio e interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura, con perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. Il software rientra se acquisito come bene immateriale, per esempio MES, SCADA, piattaforme di analytics o sistemi di cybersecurity industriale. Il software in abbonamento, invece, resta fuori: è deducibile come costo ordinario, ma senza maggiorazione. La procedura passa dalla piattaforma del GSE, con comunicazioni di prenotazione, avanzamento e completamento.
Quale scegliere: la regola pratica
La distinzione, nella pratica, è semplice. Se una PMI vuole attivare un SOC gestito, portare il backup in cloud, sostituire il firewall con un modello di nuova generazione o adottare una suite di produttività con intelligenza artificiale, lo strumento è il voucher. Se un'impresa manifatturiera investe in un ERP integrato con la produzione, in un MES o in una rete di fabbrica protetta e interconnessa, lo strumento è l'iperammortamento. Le due cose possono coesistere nello stesso anno, su voci di spesa diverse, e conviene valutarle insieme al proprio consulente fiscale.
Sei casi concreti, con i numeri
Gli scenari che seguono sono costruiti su progetti reali che seguiamo ogni giorno. Gli importi sono indicativi: per il voucher il contributo è sempre il 50% del piano ammissibile, con tetto a 20.000 euro; per l'iperammortamento il beneficio dipende dall'aliquota fiscale dell'impresa e va quantificato con il commercialista.
La PMI manifatturiera che passa dall'antivirus al SOC
Un'azienda meccanica da 80 dipendenti e 25 milioni di fatturato ha un antivirus tradizionale, nessun monitoraggio e riceve dai clienti della filiera richieste di adeguamento sempre più stringenti. Assumere personale di sicurezza non è realistico; la risposta è un servizio gestito: rilevamento e risposta agli attacchi 24 ore su 24 con il SOC di OTS, protezione XDR su 90 endpoint e server, SIEM e gestione delle vulnerabilità, con onboarding e tuning iniziale.
Rispetto all'antivirus in uso è una soluzione di livello superiore, quindi pienamente coerente con il requisito di novità del voucher. Il contratto è un abbonamento biennale sottoscritto dopo la presentazione della domanda.
Lo studio professionale che porta il backup in cloud
Una società di servizi da 30 persone tiene i dati critici su un server locale con copia su NAS. Un ransomware, un guasto o un incendio significherebbero giorni di fermo. Il progetto sostituisce il backup locale con un backup gestito su cloud OTS con copia immutabile, un piano di disaster recovery con test periodici e storage dedicato, oltre a migrazione e configurazione iniziale.
È il caso più semplice da leggere per il voucher: la soluzione nuova sostituisce una più debole, il servizio è in abbonamento e rientra nella categoria dei servizi cloud infrastrutturali.
La PMI con due sedi che rinnova il perimetro di rete
Un'azienda commerciale con due sedi ha un firewall obsoleto e fuori supporto. Servono segmentazione della rete, VPN sicura tra le sedi, ispezione del traffico e qualcuno che gestisca il tutto nel tempo. Il piano prevede due firewall di nuova generazione in alta affidabilità, acquistati direttamente, più un servizio di gestione e monitoraggio biennale.
Il voucher consente di combinare le due modalità nello stesso piano: l'hardware in acquisto, pagato entro dodici mesi dalla concessione, e il servizio in abbonamento. I servizi accessori restano entro il 30% del totale.
L'azienda che adotta il modern workplace con l'intelligenza artificiale
Un'impresa da 60 persone lavora con posta on-premise e una collaborazione frammentata tra strumenti diversi. Il progetto la porta su Microsoft 365 con Copilot e Teams Phone, con migrazione e configurazione della sicurezza (autenticazione a più fattori, accesso condizionale, protezione dei dati) entro il 30% del piano.
Il decreto cita espressamente tra i SaaS ammessi le suite di produttività con funzioni di intelligenza artificiale, i servizi di collaborazione e il centralino virtuale. Un dettaglio che conta: rientra perché introduce funzioni sostanzialmente nuove; non rientrerebbe il semplice aumento di licenze di una suite già in uso.
La PMI in crescita che adotta un CRM in cloud
Un'azienda B2B da 120 dipendenti gestisce la parte commerciale su fogli di calcolo e posta elettronica. Con la crescita, servono una pipeline condivisa, marketing automation e un servizio clienti strutturato. Il progetto è l'adozione di Salesforce, con implementazione e configurazione affidate a ITB, la società del Gruppo OTS specializzata sulla piattaforma.
Il CRM è tra i SaaS espressamente ammessi. Con un piano da 40.000 euro il contributo tocca il tetto massimo previsto dalla misura.
L'impresa manifatturiera che collega l'ERP alla produzione
Un'impresa manifatturiera da 150 dipendenti rinnova il gestionale e vuole collegarlo alle macchine: pianificazione della produzione, magazzino e logistica integrati con il reparto, più la protezione della rete di fabbrica. Qui il voucher non è lo strumento giusto, perché si tratta di beni capitalizzati e non di servizi in abbonamento. Il progetto, seguito da Athon per l'ERP e da OTS per rete e sicurezza industriale, prevede software ERP/MES iscritto a bilancio come bene immateriale e apparati di rete e sicurezza interconnessi agli impianti.
Due precisazioni che fanno la differenza: il modulo contabile da solo non rientra, perché non ha impatto sulla produzione; e le licenze in abbonamento restano fuori. L'agevolabilità va confermata da un soggetto asseveratore prima di investire.
Le date da segnare
Per il voucher la domanda si precompila sul portale del Ministero dal 20 ottobre 2026 e si presenta dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027. Le istanze vengono esaminate in ordine cronologico e lo sportello chiude in anticipo se le risorse si esauriscono. Un dettaglio operativo che fa la differenza: la spesa deve essere successiva alla presentazione della domanda. Il progetto, quindi, va definito prima; l'acquisto o la sottoscrizione dell'abbonamento vengono dopo.
- 20 ottobre 2026Apre la precompilazione della domanda sul portale MIMIT
- 10 novembre 2026Si presentano le domande, in ordine cronologico
- 20 gennaio 2027Chiusura dello sportello, salvo esaurimento anticipato dei fondi
Per l'iperammortamento la finestra è più ampia, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ma la procedura sul portale GSE (prenotazione, conferma dell'acconto del 20%, completamento) e la perizia asseverata richiedono un progetto definito con anticipo.
Il ruolo di OTS
Come fornitore accreditato, OTS accompagna le aziende in tutto il percorso del voucher: verifica dei requisiti, costruzione di un piano di spesa coerente con le categorie ammissibili, scelta delle tecnologie più adatte tra i vendor disponibili, esecuzione e supporto alla rendicontazione. Per i progetti 4.0, il Gruppo mette insieme le competenze che servono a un investimento interconnesso davvero: OTS per infrastruttura e sicurezza, Athon per l'ERP, AIHorizon per analytics e intelligenza artificiale. Per la parte amministrativa, chi lo desidera può avvalersi di consulenti specializzati che possiamo presentare.
Il nostro obiettivo è che l'incentivo renda più conveniente un progetto che ha senso di per sé: proteggere l'azienda, semplificare l'IT e liberare tempo per il business.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale; gli importi degli esempi sono indicativi. Fonti: MIMIT, D.M. 18/07/2025, D.D. 21/11/2025, D.D. 04/08/2026; L. 199/2025 art. 1 c. 427-436, D.I. 07/05/2026.